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Camminata per le Apuane, auto vandalizzate al rientro: “Gesto vile e intimidatorio”

Il presidente Giani: “Attaccata la libertà di manifestazione”. Fratoianni porta il caso in Parlamento. Salviamo le Apuane chiede alla Regione di approvare il Piano del Parco. Rifondazione: “Episodio inaccettabile”

Decine di auto danneggiate al termine di una manifestazione ambientalista sulle Alpi Apuane e una richiesta politica netta: non fermarsi all’indignazione, ma arrivare all’approvazione del Piano del Parco. È quanto chiedono Salviamo le Apuane e Alleanza Verdi e Sinistra dopo l’episodio avvenuto ieri (domenica 7 giugno) al termine della Camminata consapevole per le Apuane, promossa dall’associazione Apuane Libere, alla quale hanno partecipato circa 300 persone.

Secondo quanto riferito da Avs, sarebbero almeno 40 le vetture danneggiate e vandalizzate dopo la passeggiata organizzata per la tutela delle Alpi Apuane e contro l’impatto delle attività estrattive. Un fatto che associazioni, rappresentanti politici e istituzioni definiscono gravissimo, non riconducibile a un semplice episodio di inciviltà, ma a un vero e proprio atto intimidatorio nei confronti di cittadini che avevano preso parte a un’iniziativa pubblica, pacifica e democratica.

Ferma la condanna del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha espresso solidarietà ai partecipanti e ai consiglieri regionali presenti all’iniziativa: “Siamo davanti a un episodio intollerabile e vile, un tentativo subdolo di attaccare la libertà di manifestazione attraverso l’intimidazione. Confido nell’operato delle autorità competenti per arrivare ad individuare gli autori del gesto e nel frattempo esprimo la mia totale solidarietà a chi, come i consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti, ha partecipato a una manifestazione pacifica e costruttiva e al ritorno ha trovato la propria auto vandalizzata. La Toscana – conclude Giani – è una terra di civiltà e democrazia, che ha sempre saputo gestire conflitti e tensioni con la dialettica, rigettiamo queste modalità violente e intimidatorie”.

Eros Tetti, fondatore di Salviamo le Apuane, sottolinea la necessità di evitare una contrapposizione frontale con le comunità locali, spesso coinvolte in un clima di tensione che, secondo Salviamo le Apuane, finisce per essere funzionale a chi vuole mantenere invariato l’attuale modello di gestione del territorio: “Chi vive e conosce le Apuane sa perfettamente cosa accade, come accade e quale clima si crea ogni volta che si prova a mettere in discussione lo status quo. Allo stesso tempo, per noi di Salviamo le Apuane resta fondamentale evitare lo scontro frontale con gli abitanti dei territori, spesso trascinati dentro una contrapposizione utile solo a chi vuole che nulla cambi. Il problema non sono le comunità locali. Il problema sono i marionettai che alimentano paura, dipendenza economica e conflitto sociale per continuare a difendere un modello ormai insostenibile”.

Da qui la richiesta rivolta alla politica regionale: “Per questo diciamo con chiarezza che le denunce sono necessarie, ma non bastano. L’indignazione pubblica, da sola, produce rumore per qualche giorno e poi lascia tutto com’era. Oggi serve un atto politico concreto”.

L’appello è rivolto in particolare ai consiglieri regionali di Avs Lorenzo Falchi, Massimiliano Ghimenti e Diletta Fallani, affinché promuovano “una iniziativa forte e immediata” per portare all’approvazione del consiglio il Piano del Parco delle Alpi Apuane, già approvato dalla giunta regionale e poi, secondo Tetti, “sparito dai radar istituzionali”. Un Piano che Salviamo le Apuane considera “evidentemente scomodo per chi vuole conservare l’attuale equilibrio di potere sulle Apuane”.

“Quel Piano non è un atto ideologico contro il territorio. È, al contrario – prosegue Tetti – uno degli strumenti più seri per aprire una prospettiva diversa: sviluppo economico alternativo, lavoro durevole, valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico, turismo sostenibile, filiere locali, chiusura delle cave più impattanti dentro il Parco”.

“Se davvero si vuole rispondere agli atti intimidatori, la strada è questa: legalità, presenza democratica e decisioni istituzionali coraggiose. Non basta dire che la paura non fermerà il confronto democratico. Bisogna dimostrare che le istituzioni non si fanno fermare da chi ha interesse a lasciare le Apuane prigioniere del passato”, conclude Tetti.

Sulla vicenda interviene anche Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, annunciando un’iniziativa parlamentare: “È gravissimo quanto avvenuto ieri pomeriggio in Toscana, con il danneggiamento di almeno 40 autovetture di partecipanti ad una manifestazione per la tutela delle Alpi Apuane dalla loro distruzione con le continue ed estese attività estrattive, a cui erano presenti i consiglieri regionali di Avs”.

“Un episodio inaccettabile – dice Fratoianni – su cui chiediamo che le autorità facciano chiarezza ed individuino al più presto i responsabili”. Poi esprime solidarietà ai partecipanti e ai rappresentanti istituzionali presenti: “Agli ambientalisti e ai nostri consiglieri regionali vittime di questa vera e propria intimidazione di carattere mafioso – prosegue il leader rossoverde – va tutta la nostra solidarietà. Se qualcuno pensa che il nostro impegno per la tutela di quel territorio possa venir meno si sbaglia di grosso”.

La vicenda approderà dunque anche in Parlamento: “Questa vicenda – conclude Fratoianni – la porteremo nelle aule parlamentari con un’interrogazione di Avs ai ministri dell’Interno e dell’Ambiente, perché non si possono accettare comportamenti simili”.

Sulla stessa linea le federazioni di Lucca e Massa Carrara del Partito della Rifondazione Comunista, che esprimono la propria piena solidarietà alle partecipanti e ai partecipanti della Camminata consapevole per le Apuane. “Si tratta di un episodio inaccettabile che colpisce persone impegnate nella difesa e nella tutela del territorio e che esercitano democraticamente il proprio diritto alla partecipazione alla vita politica del paese. Atti di questo genere rappresentano un tentativo di intimidire chi si batte per la salvaguardia delle Alpi Apuane e per un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali”.

“Condanniamo con fermezza quanto accaduto – conclude Rifondazione – e chiediamo che le autorità competenti facciano piena luce sull’episodio, individuando in tempi rapidi i responsabili e assicurandoli alla giustizia. Rinnoviamo la nostra vicinanza ad Apuane Libere e a tutte le persone che hanno preso parte all’iniziativa, ribadendo il nostro sostegno alle battaglie per la difesa del territorio e dei beni comuni”.

“Più di trecento persone salgono sulle Apuane per una camminata pacifica. Tornano a valle e trovano oltre quaranta auto vandalizzate. Se questo è il prezzo da pagare per difendere un territorio, allora siamo davanti a un fatto gravissimo che riguarda tutti”. Così dichiara Marco Furfaro, esponente della segreteria nazionale del Partito Democratico.

“Da settimane attorno a questa iniziativa si respirava un clima pesante. Polemiche, aggressioni verbali, intimidazioni. Adesso arrivano i danneggiamenti. Le Alpi Apuane sono un patrimonio straordinario che appartiene a tutti. Difenderle, discuterne il futuro, denunciare eventuali criticità ambientali sono attività pienamente legittime e devono poter essere svolte senza paura. Per questo è necessario fare piena luce su quanto accaduto, individuare rapidamente i responsabili e assicurare loro le conseguenze previste dalla legge – conclude Furfaro – Chi pensa di zittire le persone con la paura commette un doppio errore: contro la legge e contro la democrazia. Perché ogni intimidazione produce una sola risposta possibile: più partecipazione, più presenza, più libertà. A tutte le persone colpite va la mia solidarietà. A chi ha commesso questi atti va detto con chiarezza che non riuscirà a fermare nessuno”.