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Wwf Alta Toscana sulle spiagge in Versilia: “Gestire il lavarone invece di combatterlo può diventare un segno di qualità”

“Quel materiale non è sporcizia, è un elemento fondante dell’ecosistema dunale e una grande risorsa per le nostre coste”

“Quel materiale non è sporcizia, è un elemento fondante dell’ecosistema dunale e una grande risorsa per le nostre coste”. Lo sottolinea il Wwf Alta Toscana, dopo che in questi giorni le mareggiate hanno depositato grandi quantità di lavarone sulle spiagge di Forte dei Marmi e gli operatori balneari denunciano tonnellate di materiale da rimuovere e costi difficili da reggere. “E’ una preoccupazione che comprendiamo” spiega il Wwf, che aggiunge però come il lavarone, chiamato in realtà banquette, “è fatto soprattutto di foglie morte di posidonia, una pianta che forma enormi praterie sommerse. Le sue foglie cadono ogni anno, soprattutto dopo le mareggiate, e il mare le porta a riva: un processo naturale e, vista la grande quantità, significa che le praterie sono estese ed in salute”.

Il rifiuto che oggi suscita il lavarone, sottolineano poi, è un fenomeno culturale che è arrivato di recente. Per secoli, lungo tutte le coste del Mediterraneo, quelle foglie non erano un problema ma una risorsa che si raccoglieva e si riutilizzava: concime per gli orti, imbottitura per i materassi, isolante e copertura per i tetti delle case. “Il turismo balneare di massa e la diffusione dell’immagine della spiaggia ‘caraibica’ ha portato alla situazione attuale dove la spiaggia deve essere bianca e pulita. La banquette funziona come una barriera che assorbe l’energia delle onde e trattiene la sabbia, un solo metro cubo di banquette ne può imprigionare decine di chili, proteggendo così l’arenile dall’erosione, che è il vero problema cronico delle coste versiliesi.

E non è solo una difesa: è un habitat a tutti gli effetti, il primo mattone dell’ecosistema dunale. Le foglie spiaggiate fermano i granelli portati dal vento e danno il via alla formazione delle dune, restituiscono alla costa i nutrienti che alimentano la vita del litorale e offrono riparo a piccoli organismi. Non è un caso che a livello internazionale gli spiaggiamenti di posidonia siano riconosciuti come ambienti da tutelare.
Siamo i primi a riconoscere che su spiagge a forte vocazione turistica come quelle della Versilia la soluzione non è quella di lasciare la banquette in loco tutto l’anno. Un compromesso sarebbe quello dello spostamento stagionale, dove nei mesi estivi il lavarone potrebbe essere spostato dopo una vagliatura dei rifiuti per poi essere rimesso sull’arenile a stagione balneare finita. Questa è una tra le soluzioni indicate dal Ministero dell’Ambiente e documentata dalle linee guida ISPRA e già applicata in altre località italiane.
In Versilia, che fa della propria immagine un valore, gestire il lavarone invece di combatterlo può diventare un segno di qualità”.