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Il complesso di Sant’Agostino torna all’antico splendore: terminato il progetto di recupero e valorizzazione

Un investimento di oltre 900mila euro, sei lunghi anni di complessi lavori in cantiere e scoperte storiche di assoluto rilievo

Un investimento di oltre 900mila euro, sei lunghi anni di complessi lavori in cantiere, scoperte storiche di assoluto rilievo e, finalmente, la restituzione alla comunità di uno dei suoi luoghi simbolo più amati. Sono stati presentati questa mattina (27 giugno) i risultati del grande progetto di recupero e valorizzazione del complesso monumentale di Sant’Agostino a Pietrasanta, un intervento di restauro epocale che ha preso vita grazie al fondamentale sostegno e al mecenatismo della Fondazione Paolo e Giuliana Clerici.

Il momento tanto atteso scatterà ufficialmente questa sera (27 giugno) alle 19, quando le porte del complesso si riapriranno ufficialmente per riabbracciare i cittadini nel corso di una cerimonia pubblica che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti e dei coniugi Paolo e Giuliana Clerici.

I dettagli e i segreti svelati dal cantiere sono stati illustrati nel corso della mattinata alla presenza del primo cittadino, dell’amministratore delegato della holding del Gruppo Coeclerici e vicepresidente della Fondazione Andrea Clavarino, e di Simone Vecchio di Restauroitalia. Tra i risultati scientifici più affascinanti emersi durante i lavori spicca la mappatura della straordinaria varietà di materiali lapidei utilizzati per la costruzione della facciata quattrocentesca della chiesa, all’interno della quale sono state identificate numerose tipologie di marmo pregiato provenienti direttamente dalle vicine Alpi Apuane. Gli esperti hanno inoltre individuato diversi frammenti di antiche lastre tombali di epoca medievale che erano state ingegnosamente reimpiegate proprio nella struttura del prospetto. Gli approfondimenti sulla cronologia del monumento hanno poi permesso di rafforzare in modo deciso l’ipotesi di attribuzione della parte inferiore della facciata alla storica bottega del maestro pisano Giovanni di Gante. Non da ultimo, il restauro ha consentito il completo recupero della celebre lunetta bronzea realizzata da Igor Mitoraj, riportata oggi al suo originario e potente splendore visivo.

“Restituire Sant’Agostino alla comunità significa contribuire concretamente alla tutela di un patrimonio che appartiene non solo a questa città ma all’intero paese – ha dichiarato con orgoglio Paolo Clerici, presidente della Fondazione –. Crediamo fermamente che il mecenatismo debba essere uno strumento capace di generare valore duraturo, mettendo in costante dialogo la memoria, la ricerca e il futuro”.