La vertenza
|Anche Cantiere Sanlorenzo in The Italian Sea Group, la Fiom chiede certezze per il futuro
I sindacalisti: “Incontro esplorativo sui dettagli della proposta e per garantire l’occupazione dei lavoratori diretti e dell’indotto”
Si accendono i riflettori sul futuro di The Italian Sea Group (Tisg), lo storico colosso della cantieristica navale di lusso attualmente impegnato nella procedura di regolazione della crisi d’impresa davanti al tribunale di Firenze. La partita per il salvataggio del gruppo vive ore decisive sia sul piano delle trattative industriali sia sul fronte delle relazioni con i sindacati, assumendo il valore di una vertenza di rilevanza strategica per l’intero paese.
Sul versante imprenditoriale, il cantiere Sanlorenzo — guidato dal presidente esecutivo Massimo Perotti — ha confermato la propria disponibilità a fare la sua parte, offrendo l’adesione con una quota di minoranza e una lettera di patronage alla proposta del commercialista Riccardo Cima per conto della nascente Polo Nautico Carrara Srl (Pnc). Un’operazione pensata per acquisire l’intero perimetro aziendale, tutelare i cantieri sul territorio e garantire una continuità operativa a lungo termine.
Sull’altro fronte arrivano le valutazioni espresse in modo congiunto dal segretario della Fiom Cgil Toscana, Nicola Riva, e dal segretario generale della Fiom Cgil Massa Carrara, Umberto Faita. Preso atto del nuovo assetto prospettato — con un 10% destinato alle imprese del territorio e il restante 90% suddiviso tra due o tre grandi gruppi cantieristici mondiali —, i dirigenti del sindacato dei metalmeccanici puntano i piedi sulla necessità di un confronto immediato per fare chiarezza su tutti gli attori coinvolti.
“Riteniamo ormai matura la condizione per un incontro esplorativo al fine di comprendere meglio i dettagli della proposta e garantire i livelli occupazionali dei lavoratori diretti e dell’indotto, che riteniamo fondamentali per una reale continuità dell’impresa e per le potenziali ricadute sul territorio e oltre — spiegano senza mezzi termini Nicola Riva e Umberto Faita —. Alla luce di quanto emerso sulle quote di maggioranza del nuovo Polo Nautico, la nostra attenzione si rivolge con decisione anche agli altri soggetti industriali coinvolti nell’operazione. A essi chiediamo di rendere esplicita la propria posizione e i propri piani industriali, esattamente al pari di quanto fatto da Sanlorenzo, affinché vi sia totale trasparenza sul progetto produttivo e occupazionale”.
“Osserviamo con grande attenzione gli sviluppi della vicenda Tisg e il suo lungo travaglio — sottolineano gli esponenti della Fiom Cgil —, auspicando che maturino nei tempi più brevi possibili le condizioni per l’avvicendamento proprietario e la piena ripresa delle attività”.
Vista la portata dell’azienda e il suo peso economico distribuito su più territori, il caso ha ormai superato i soli confini locali. La Fiom nazionale sta infatti seguendo da vicino l’evolversi del dossier per valutare un eventuale intervento diretto al tavolo nazionale. La priorità assoluta resta quella di blindare la tenuta occupazionale sia nei cantieri compresi tra la Toscana e la Liguria, sia lungo l’articolata filiera delle ditte dell’indotto e dei fornitori.


