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Monitoraggio inquinamento di Goletta Verde: semaforo rosso per le foci dei fossi Fiumetto e Abate

Entrambi i campioni prelevati a Marina di Pietrasanta e Lido di Camaiore oltre i limiti: i dati non riguardano direttamente il litorale balneabile

Entrambi oltre i limiti di legge i punti sottoposti a monitoraggio da Goletta Verde lungo la costa della provincia di Lucca. Le analisi condotte dalla campagna estiva di Legambiente hanno evidenziato una situazione di forte inquinamento alla foce del fosso Fiumetto, a Marina di Pietrasanta, e classificato come inquinata la foce del fosso Abate, a Lido di Camaiore.

I campionamenti, estesi a tutta la costa toscana, sono stati effettuati tra il 6 e l’8 luglio. Complessivamente sono stati esaminati venti punti nella regione, individuati soprattutto in corrispondenza di foci, canali e scarichi, considerati maggiormente esposti alle conseguenze di una depurazione assente o inefficiente. Dieci punti, pari al 50 per cento del totale, sono risultati oltre i limiti previsti dalla normativa: quattro classificati come inquinati e sei come fortemente inquinati.

Il dato nostrano riguarda dunque due aree di foce e non rappresenta una valutazione complessiva di tutte le acque di balneazione della Versilia. Le foci dei corsi d’acqua, ricorda la stessa Legambiente, non sono balneabili per legge. Resta però il problema della vicinanza con tratti di spiaggia frequentati durante l’estate, nei quali le persone possono essere esposte a un rischio di contaminazione, soprattutto in assenza di una segnaletica chiara.

monitoraggio goletta verde 2026

Le analisi di Goletta Verde prendono in considerazione la presenza di enterococchi intestinali ed escherichia coli, microrganismi utilizzati come indicatori di contaminazione fecale. Il giudizio di “inquinato” viene attribuito quando gli enterococchi superano le 200 unità formanti colonia ogni 100 millilitri o l’escherichia coli supera le 500; la classificazione di “fortemente inquinato” scatta rispettivamente oltre quota 400 e 1.000.

A livello regionale, otto dei dieci punti risultati fuori norma sono foci di fiumi o corsi d’acqua. Secondo Legambiente, il quadro conferma le debolezze delle reti fognarie e degli impianti di depurazione, chiamati a sostenere nei mesi estivi un aumento della pressione legata alle presenze turistiche e alle alte temperature.

“Persistono le criticità che riguardano il sistema depurativo, che andrebbe adeguato all’aumento della pressione antropica che si registra nei mesi estivi, tenendo conto anche della crisi climatica”, dichiarano il presidente e il direttore di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza e Federico Gasperini. L’associazione chiede inoltre interventi di riqualificazione ecologica dei corsi d’acqua, per aumentarne la capacità di resistere agli eventi estremi e ridurre l’impatto degli scarichi sulla costa.

Goletta Verde richiama infine l’attenzione sulla segnaletica. Nell’85 per cento dei punti controllati in Toscana i tecnici non hanno trovato i cartelli con le informazioni sulla qualità delle acque di balneazione; nel 60 per cento delle foci monitorate mancavano anche gli avvisi relativi al divieto di balneazione. Per Legambiente, una comunicazione visibile e aggiornata è indispensabile affinché residenti e turisti possano frequentare il litorale in modo sicuro e consapevole.