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Alzheimer e ricerca, Rabey incontra i giovani al festival della salute

Il 30 per cento della popolazione mondiale è colpito dall’Alzheimer, ma i risultati della ricerca permettono oggi di guardare con maggiore ottimismo al futuro e alle forme di contrasto della malattia. Questo è quanto emerso in occasione dell’incontro Le neuroscienze e il paziente: i più recenti progressi, organizzato nell’ambito dell’anno europeo del cervello, dove José Martin Rabey, professore di neurologia presso l’università di Tel Aviv e primario del dipartimento di neurologia dell’Assaf Harofeh Medical Center, ha illustrato per la prima volta ad una platea di studenti, le ultime scoperte in grado di contrastare l’avanzare dell’Alzheimer. Nella discussione sono intervenuti anche Ubaldo Bonuccelli, professore di neurologia all’Università di Pisa, Giovanni Umberto Corsini, professore di farmacologia all’Università di Pisa, l’onorevole Pierpaolo Vargiu, presidente commissione affari sociali della Camera, Gianfranco Antognoli, presidente dell'associazione ricerca neurologica. Il professore Rabey si è soffermato soprattutto sui risultati ottenuti dal gruppo di ricercatori da lui diretto, che sta proseguendo gli studi e le sperimentazioni usando un nuovo macchinario. Questo, adottato per la prima volta in Italia dal Fate Bene Fratelli di Brescia e in arrivo a Pisa, è in grado di rallentare il progredire della malattia. Attraverso un apposito casco, il cervello del paziente viene sottoposto ad una stimolazione magnetica transcranica ortogonale, favorendone così l’attività cerebrale. L’apparecchio è in via di sperimentazione negli Stati Uniti e Israele, e rappresenta una nuova frontiera degli studi neurologici: la stimolazione magnetica, accompagnata dalla terapia cognitiva, dalle prime sperimentazioni ha mostrato un rallentamento della progressione dell’Alzheimer nei soggetti trattati.

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