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Fiom, dopo l'attivo si va verso la mobilitazione a Viareggio

L'attivo dei delegati versiliesi della Fiom riunito ieri (26 settembre) ha discusso della situazione delle aziende nautiche e di altri settori che sono, o saranno a breve, in difficoltà. "Il ricorso agli ammortizzatori sociali è diffuso e non si vedono segnali che possano garantire un ritorno al lavoro. Alcune imprese, anzi, sono in fallimento oppure cercano di vendere. In questo quadro, al quale si aggiunge il nuovo attacco ai diritti fondamentali di chi lavora qual è la messa in discussione (di nuovo!) dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, i metalmeccanici della Fiom intendono rispondere aprendo una nuova fase di dibattito e di coinvolgimento delle maestranze, a cui seguirà un'iniziativa di sciopero con presidio. Dalla prossima settimana si svolgeranno le assemblee in tutte le aziende e saranno organizzati volantinaggi per sensibilizzare i cittadini e gli studenti".

"E' già nota la situazione delle aziende nautiche che hanno sede o cantieri a Viareggio - dice la nota della Fiom - a partire da Polo Nautico, compagine di cui fanno parte anche Fipa Immobiliare e Cantiere Gianetti, oggi in liquidazione tramite procedura fallimentare. Tutti i lavoratori distaccati di Polo Nautico sono in cassa integrazione e non è garantita loro la rotazione, oppure questa appare improntata a criteri di simpatia piuttosto che secondo le disposizioni di legge. Nell'area ci sono capannoni semi vuoti mentre un'azienda come San Lorenzo avrebbe bisogno di ulteriori spazi perché - caso quasi unico - ha commesse da soddisfare e ha recentemente spostato a Viareggio anche l'attività legata all'acciaio. Ma pur di alimentare una sterile rivalità, altri imprenditori ostacolano quello che dovrebbe essere il naturale interscambio all'interno di una società consortile che usufruisce di un bene pubblico demaniale. Oggi le imprese devono necessariamente fare sistema e creare reti di collaborazione e questo avrebbe conseguenze positive sull'occupazione. Ci sono anche altre situazioni critiche fra le aziende della Darsena, come i casi di Perini Navi e Azimut Benetti, dove è in corso la cassa integrazione straordinaria e non vengono rispettati gli accordi sulla rotazione.
In un altro settore, la storica rubinetteria Ponsi è in cerca di acquirenti. Mentre i lavoratori sono in contratto di solidarietà e il bilancio di esercizio è ancora in perdita, l'azienda ha chiesto il cambio di destinazione d'uso al fine di vendere lo stabilimento viareggino, per trasferirsi forse in un'altra area artigianale versiliese, in affitto. Quest'impresa ha subito la concorrenza al ribasso dei mercati internazionali, com'è accaduto a tutto il comparto manufatturiero nazionale e oggi il 50 per cento del prodotto venduto già lo produce per il 30 per cento in Cina. A fronte di questa realtà e stante l'assenza di un piano industriale, i lavoratori temono che la Ponsi possa definitivamente lasciare Viareggio".
"La Fiom Cgil versiliese - conclude la nota - in quanto sindacato dei e per i lavoratori, non resterà ferma di fronte a tutto questo e perciò lancia un appello a tutte quelle forze e parti sociali, associazioni e cittadini che credono ancora nella dignità del lavoro e della lotta dei lavoratori e delle lavoratrici per i diritti e la giustizia sociale".

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