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Cannabis sequestrata al medico antiproibizionista, Brogi: "Non si mandino al macero anni di studi"

"L'effetto è un po' quello 'matrioska'. Attorno alla cannabis terapeutica si moltiplicano temi da affrontare. C'è chi fa gesti simbolici, io invece questa volta mi appello al buon senso: non gettiamo anni di ricerca del dottor Fabrizio Cinquini". E' quanto dichiara Enzo Brogi, ex consigliere regionale e promotore della legge toscana sulla cannabis terapeutica, sul sequestro delle piantine di marijuana coltivate dal medico antiproibizionista della Versilia (Leggi).

"Non mandiamo al macero una piccola coltivazione di piante - prosegue Brogi -; ibridi di quarta generazione di cannabis medicale di cui Cinquini stava studiando gli effetti antidolorifici e di controllo sulla perdita della memoria. Faccio una proposta: quelle piante, se proprio non potrà coltivarle lui, portiamole allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Sarebbe un atto di civiltà, una soluzione intelligente. In questo modo potremmo incentivarne la produzione e portare avanti un pezzo di ricerca importante. Sappiamo che l'attuale produzione del Farmaceutico rischia di non essere sufficiente perché basata su stime di consumi che non corrispondono al vero fabbisogno, alla reale richiesta, di farmaci cannabinoidi. Un'altra questione che dovrà essere affrontata".

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