Salt, quote in vendita a 16 milioni. Partecipate, ok a piano

Oltre 16 milioni di euro dalla vendita delle quote Salt in mano al Comune di Lucca. E’ questa una delle principali conseguenze, anche economiche, per Palazzo Orsetti per il lavoro di razionalizzazione delle società partecipate, in maniera diretta o indiretta, dal Comune tramite la Lucca Holding e delle partecipazioni azionarie della stessa. Di questo si è parlato, come primo punto all’ordine del giorno, nel consiglio comunale di questa sera (31 marzo) a Palazzo Santini dove è approvata la delibera che dà mandato a Lucca Holding, con delle linee guida affidate nelle mani dell’amministratore delegato Andrea Bortoli, di mettere a regime le partecipate comunalei, secondo le diverse norme che si sono susseguite dal 2007 ad oggi da parte del governo nazionale.
Ad illustrare il testo l’assessore comunale alle attività produttive, Giovanni Lemucchi, che è entrato nel dettaglio delle singole operazioni richieste alla Holding. “Il lavoro dell’amministrazione – ha detto Lemucchi – viene da lontano ed inizia dal momento dell’insediamento di questa giunta, che aveva nel programma la missione di ridurre i costi e di migliorare l’efficienza delle partecipate e di adeguare tutte le società al mutato quadro normativo. I criteri, secondo l’ultimo decreto, a cui ci dobbiamo attenere sono l’eliminazione delle società o delle quote societarie non strumentali, l’eliminazione delle società, o la razionalizazione, in cui il numero degli amministratori e dirigenti è superiore ai dipendenti, l’eliminazione di società che svolgono compiti già in essere da parte di altre società, la riduzione delle spese e il divieto delle società strumentali di partecipare ad altre società”.

E se fra le società oggetto di razionalizzazione non ci sono Lucca Holding, Erp, Lucense, Rete Ambiente, Itinera (già riportata in house con una delibera ad hoc), Sistema Ambiente, Farmacie Comunali e Ctt Nord, per tutte le altre ci saranno dei cambiamenti, di maggiore o minore cabotaggio. “Al di là della piccola partecipazione – dice Lemucchi – alla società Interporto Toscano Vespucci, già oggetto di tentativo di vendita nel 2012 per cui è dato mandato per una nuova gara di evidenza pubblica, dopo che nel settembre scorso è stato deliberato l’acquisto dal privato della totalità delle azioni della Lucca Fiere e Congressi è in corso il processo, che si concluderà verosimilmente entro i primi di luglio, della fusione per incorporazione in Lucca Comics and Games”. Altro processo già concluso, anche con un atto di Consiglio, è quello relativo a Lucca Holding Servizi: “La società – dice Lemucchi – si dovrà occupare della riscossione delle entrate comunali e di altre attività come la pubblicità e le affissioni. Di contro l’attività di controllo caldaie sarà ceduta a Sevas, in cui Lucca Holding avrà un rappresentante nell’organismo per eseguire il controllo analogo per il Comune”.
Poi c’è il caso Polis, la società che si sarebbe dovuta occupare di valorizzazioni immobiliari, partecipata al 99% dalla Lucca Holding, con piccole partecipazioni Assindustria e Camera di Commercio. “La Polis – conferma Lemucchi – sarà acquisita al 100 per cento dal Comune di Lucca per poi consentire la trasformazione in Stu, per concludere due asset fondamentali come lo Steccone e la palestra Bacchettoni”. Riguarda invece la sola gestione del progetto Lucca Port la modifica che riguarda la Metro, società che gestisce i parcheggi e che, invece, non gestirà più il trasporto merci sostenibile. Si è dato avvio, infatti, alla procedura di evidenza pubblica per l’affidamento della gestione, che finora non è andato a buon fine”.
Il caso più spinoso, e più atteso anche dai dipendenti della società, che più volte hanno fatto sentire la loro voce nelle ultime settimane, è quello della Gesam Spa, che attualmente si occupa, oltre che della distribuzione del gas, anche dei servizi cimiteriali e dei contratti di riscaldamento (Calore) e illuminazione pubblica (Sinergo): “Qui gli indirizzi sono quelli di riportare totalmente in house, quindi sotto la holding, dei servizi cimiteriali e dei contratti Calore e Sinergo attraverso una società a totale partecipazione pubblica. Per il resto si opererà secondo la cosiddetta scissione asimmetrica: da una parte la Gesam Spa dovrebbe tornare al 100 per cento di Lucca Holding, senza la presenza del socio privato Toscana Energia, cui saranno date quote in concambio di una nuova società, definita per semplicità Gesam Reti, che rimarrà comunque di maggioranza comunale. L’obiettivo è quello di sistemare le varie partecipazioni, se ci riusciamo, senza esborsi in denaro. Il tutto potenziando la società che gestisce la distribuzione del gas e che gestisce anche la rete, in vista della gara provinciale. Cui si dovrà arrivare, ed in questo senso è importante il ritorno in house degli altri servizi strumentali del Comune finora affidato non attraverso gara ma a una società che prevede la partecipazione del privato, in modo che la gara non possa essere inquinata dalle partecipazioni della società e dagli affidamenti non conformi al quadro normativo”. Come corollario, poi, c’è l’indirizzo di acquisire dalla Cipriano Costruzioni il 10 per cento delle quote di Polo Energy, la società che gestisce gli impianti fotovoltaici di Sorbano del Giudice, per poi conferire questa società alla nuova fusione fra Polo Fiere e Lucca Comics and Games.
Altri contenuti della delibera ricordano come a breve ci sarà il passaggio definitivo delle quote della società Misericordia al consorzio di misericordie che si è aggiudicato l’azienda dei servizi funebri con gara dello scorso novembre 2014, mentre tornerà a gara la vendita delle cuore di partecipazione di Lucca Holding, attraverso Sistema Ambiente, in Valfreddana Recuperi.
Infine le partecipazione finanziarie: “Per Salt – dice Lemucchi – attualmente la partecipazione del Comune è del 2,30%, che è diminuita per la non partecipazione all’aumento di capitale. L’indirizzo, dopo la vendita del 90 per cento delle azioni Salt della Provincia, e visto che io socio di maggioranza ha formalizzato al Comune un’offerta a 4,51 euro ad azione, offerta valida fino al 31 dicembre è quello di di procedere alla vendita delle quote azionarie di Salt, così come quelle di Sat, dove la partecipazione appare irrilevante e con valore esclusivamente finanziario. Idem per Fidi Toscana, di cui il Comune detiene lo 0.023 per cento. Il controvalore delle azioni Salt è stato da noi calcolato in 16 milioni e 641 mila euro. Le azioni Salt non sono facilmente liquidabili e quindi per noi il prezzo che fa riferimento al capitale netto è un prezzo interessante. La preoccupazione è che poi a medio termine intervengano modifiche legislative che non ci permettano più di mantenere partecipazioni azionarie e quindi di perdere anche la possibilità di realizzarne il valore”.

Il dibattito in Consiglio
Apre il dibattito la consigliera Virginia Lucchesi (Lucca Civica), che ha guidato la discussione in commissione dell’argomento oggetto della seduta: “L’obiettivo della maggioranza – dice la consigliera – è stato raggiunto secondo quanto indicato già nel programma elettorale. Tutti i passaggi sono stati fatti in conformità alla normativa ed anche quando si sono presentate delle richieste, da parte dei lavoratori, come nel caso di Gesam, non solo ci sono state delle commissioni aperte ai lavoratori, ma contemporaneamente sono stati aperti tavoli paralleli con le Rsa, Comune di Lucca e Gesam”.
Puntuale l’intervento dell’ex sindaco Pietro Fazzi che, come già successo in commissione, apre anche un fronte polemico con Forza Italia, che sarà in parte anche la cifra di questo Consiglio: “Questa delibera è stata venduta come una questione burocratica, come un atto dovuto – dice il consigliere di Liberi e Responsabili – Quello che manca è la visione strategica del ruolo del Comune nelle società che possono operare più direttamente sul mercato”. Fazzi si concentra in particolare su Gesam: “E’ difficile da accettare che ci sia un interesse sulla questione della società da una parte politica che nei confronti di Gesam si è comportato in maniera a dir poco bizzarra. Se fosse stato per Forza Italia esattamente dal 2005 il Comune di Lucca non avrebbe più avuto la Gesam. Finché una forza politica non chiede scusa alla città di averla messa a repentaglio dovrebbe tacere, possibilmente vergognarsi”. Sul provvedimento Liberi e Responsabili valuta la possibilità di astenersi con alcune riserve. Una riguarda Polis: “Polis – dice Fazzi – è nata con l’intenzione di entrare sul mercato immobiliare con un effetto calmierante, per entrare su una serie di partite e ridurre il potenziale speculativo che in quella fase esisteva, cercando di dare strumenti all’amministrazione. Io temo che con questa scelta si rinunci ancora di più a questa funzione. Una cosa è la Stu, una cosa è il tema del mercato immobiliare, anche se ora il mercato è fermo e dovrà riprofilarsi”. “Altra considerazioni sulle partecipazioni – prosegue Fazzi – La maggioranza esulta dicendo che le partecipazioni finanziarie hanno poco senso. Non capisco perché il destino è diverso fra Salt e altre realtà. Salt è una partecipazione storica importante, che ha perso rilevanza ma in passato ha portato risultati significativi e che ne dovrebbe portare altri, per esempio in sede di progettazione degli assi viari. In più siete sicuri che la quotazione corretta sia quella? Anche se non è quotata la società, infatti, fa comunque parte di un gruppo in cui la partecipazione è quotata”. Un passaggio, quest’ultimo, che sarà poi chiarito dall’assessore Lemucchi, che comunque garantisce la cessione delle quote attraverso una gara e non con cessione diretta all’azionista di maggioranza e che la cifra indicata è solo quella della base d’asta. Fazzi, infine, sottolinea la mancanza negli allegati della ricognizione di un advisor sulla questione del concambio con le quote di Toscana Energia. Anche qui chiarirà più tardi Lemucchi: “E’ un dato che abiamo voluto non rendere pubblico – dice – erché rappresenta il fulcro della trattativa in atto con Toscana Energia”.
Di diverso tenore gli interventi dei consiglieri, che aprono altri dubbi e questioni. Per Luca Leone (Impegno Comune) il dubbio, oltre che sui diversi passaggi legislativi ravvicinati, sta tutto nella vendita delle quote Salt: “Chi lo dice – si chiede Leone – che la partecipazione alla Salt non sia importante e invece lo è quella a Farmacie Comunali. Valuto invece con favore, anche se occorrono maggiori dettagli, la trasformazione in Stu della Polis, che potrebbe rappresentare una importante opportuntià per la città”.
Mauro Macera (Forza Italia) non lesina critiche al provvedimento: “Da quanto si evince dal volantino dei dipendenti Gesam, in cui si parla di promesse in campagna elettorale di mantenimento di assoluta autonomia dell’azienda in vista della gara provinciale, mi sembra che in questo Consiglio e con questo provedimento si stia andando in tutt’altra direzione. Cosa vi ha spinto alla razionalizzazione e al’emanazione di un piano non necessario e dannoso per la città di Lucca? Vorremmo conoscere le reali motivazioni di questa scelta, che non siano soltanto il rifiuto di un piano precedente che portava solamente la firma di una parte politica diversa dalla vostra. Sono molti i dubbi che emergono da questo testo, ma voi siete maggioranza e approvatevelo pure”. “Noi lo contrasteremo fino all’ultimo grado di giudizio”, conclude evocando anche possibili ricorsi a una valutazione della Corte dei Conti. Poi la polemica con l’ex sindaco Fazzi: “All’epoca dei fatti – dice – ero presidente del Consiglio. E ricordo che quello che chiese l’allora presidente del Senato Pera fu semplicemente lo slittamento di 15 giorni di un cda della Gesam perché era in ballo un’importante sponsorizzazione per l’illuminazione delle Mura. E che un’eventuale vendita avrebbe dovuto ricevere l’avallo della giunta e del Consiglio, con Fazzi sindaco. Alla luce di queste polemiche, vorrei comunque ricordare che io fui uno dei pochi a non votare per la sua caduta, ma che entrambi a quel tempo rappresentavamo comunque Forza Italia”.
Dai banchi della maggioranza altre parole di sostegno alla delibera arrivano dai capigruppo Francesco Battistini e Claudio Cantini. Per Battistini, che sottolinea il grande lavoro fatto nelle commissioni, “Gesam non si vende – dice – nonostante le polemiche montate ad arte sul caso. Possiamo garantire ai lavoratori che non ci sarà nessuna vendita a Toscana Energia e che le decisioni si prenderanno alle nostre condizioni”. Cantini (Lucca Civica), invece, difende la scelta di mantenere la partecipazione in Farmacie Comunali.
Marco Martinelli, presidente del gruppo di Forza Italia, contesta anch’egli il piano di riassetto. Porta un parere dello studio Grimaldi, a supporto della non necessità di procedere al piano di riassetto anche per le partecipate indirette. “E poi – dice – si prospettano scissioni asimmetriche, per noi illegittime, che potrebbero portare danni erariali alle casse del Comune di Lucca”. Poi le domande all’amministrazione, che poi richiederanno l’intervento dell’amministratore unico Andrea Bortoli: “Lo sapete – dice Martinelli – che il passaggio dei contratti dei servizi cimiteriali, Calore e Sinergo potrebbe portare all’annullamento dei contratti stessi?”. Criticità anche sullo scambio azionario: “Non vediamo – dice Martinelli – nessun parere allegato alla delibera mentre attività similari di Toscana Energia hanno notevoli criticità. Non c’è nessuna giustificazione per la fretta nell’effettuare il concambio, perché in Italia non è stata indetta alcuna gara per la gestione del gas, per cui non sembra imminente”. “In sostanza – chiude – ci stiamo dirigendo verso un piano di riassetto che coinvolge le società partecipate indirettamente dal Comune di Lucca, anche se la legge 244 del 2007 non lo richiese. Si prospettano poi crissioni asimmetriche e cessioni societarie non richieste dalla legge, e quindi del tutto illegittime e che se portate avanti potrebbero provocare un danno per il patrimonio del Comune di Lucca”.  Per questi motivi Martinelli propone la sospensione della pratica, “visto che il termine del 31 marzo non è perentorio e non sono previste sanzioni se si sfora nella chiusura delle ricognizioni”.
In chiusura, dopo i chiarimenti dell’assessore Giovanni Lemucchi, che sul tema Gesam ribadisce come non si possa neanche “pensare di partecipare senza un partner forte – dice – alla gara per la gestione, ovviamente mantenendo il pallino nelle mani del Comune”, c’è il botta e risposta fra l’amministratore unico Bortoli e il consigliere Martinelli. Bortoli ricorda come, anche se non è un atto dovuto “quello della ricognizione è un obbligo per l’amministratore della Holding. E’ inconcepibile – dice – che il Consiglio non si ponga il problema di quale partecipazioni siano in contrasto con la legge del 2007”. Sul subentro nei contratti di cimiteri, Calore e Sinergo, poi per Bortoli parla il codice civile: “I contratti seguono gli spostamenti dei rami d’azienda senza nessuna transazione. Il concambio? Assolutamente lecito, anche se per ora ci siamo fermati a pareri legali informali. Se ci sarà bisogno acquisiremo dei pareri che porteremo a supporto delle nostre decisioni”. “Una conferma – chiude Martinelli – della necessità di ottenere ulteriori pareri prima di votare la pratica”.
Ma la delibera va al voto e passa con i 18 voti favorevoli della maggioranza, il voto contrario di Martinelli e Macera (Forza Italia) e le astensioni di Liberi e Responsabili e Leone di Impegno Comune. Il piano per la trasformazione delle società partecipate va ora in mano all’amministratore unico, Andrea Bortoli, che dovrà attuare le linee di indirizzo. E snellire una galassia che negli anni è diventata sempre più intricata e costosa. Dai prossimi mesi potrebbe non essere più così.

Enrico Pace

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