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Con l’agricoltura sociale un percorso di inclusione di soggetti svantaggiati

Capofila del progetto è la cooperativa Calafata: undici giovani saranno selezionati dall'Asl Toscana Nord Ovest

Sul territorio provinciale di Lucca è stato avviato un progetto di agricoltura sociale volta ad includere attivamente 11 giovani di categorie svantaggiate, selezionati dall’Asl Toscana Nord Ovest (salute mentale e Sert).

Il progetto, denominato Reti che sostengono: percorsi di inclusione in agricoltura sociale è finanziato dalla Regione Toscana Psr 2014-20 mis.16.9 e vede operativamente attive in partenariato tre aziende la cooperativa Calafata (Lucca, Capannori e Versilia), che ne è la capofila, la società agricola Podere ai Biagi (Barga) e la società agricola Agricola Carraia (Capannori). Partner dello stesso progetto sono anche Cia Toscana Nord, Coldiretti Lucca, il Consorzio per la gestione delle risorse forestali di Lucca, le cooperative sociali Odissea e L’Impronta, l’associazione Anffas Lucca.

Il finanziamento regionale, che ammonta a 91476 euro, coprirà al 90% l’accompagnamento e l’equipaggiamento dei soggetti beneficiari di tale opportunità d’inserimento, spese correnti delle attività agricole, oneri di sicurezza, spese amministrative ma anche le attività di animazione del tavolo di agricoltura sociale.

“Insieme a questo progetto d’inserimento sociale, i giovani coinvolti saranno dislocati nelle varie aziende coinvolte – spiega Marco Bechini, direttore di Calafata – gettiamo infatti le basi di un tavolo permanente provinciale per mettere in rete imprese agricole etiche, associazioni del terzo settore, enti locali, in modo da condividere esperienze e possibilità, non ultima quella di sviluppare un marchio identificativo dell’agricoltura sociale lucchese. A coordinare questo tavolo è già stato incaricato il laboratorio di studi rurali Sismondi di Pisa”.

“Per altro – aggiunge Bechini – a livello provinciale a cavallo fra il 2010 e il 2012 fu attivo un tavolo simile alla cui esperienza tutti desideriamo riannodarci per rilanciare la necessità di unire le forze, soprattutto in questo momento particolare”. La cooperativa Calafata che, ricordiamo, ha ricevuto nel novembre scorso dall’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) la possibilità di usare il logo Welcome. Working for refugee integration come riconoscimento del “rilevante impegno dimostrato nella promozione di interventi specifici per l’inserimento lavorativo dei rifugiati”, fin dalla sua nascita nel 2012 anche grazie al sostegno dell’arcidiocesi di Lucca, mette in moto meccanismi virtuosi e socialmente rilevanti coinvolgendo in modo trasversale vari settori (agricolo, alimentare, sociale, lavorativo).

“Queste nostre competenze – conclude Bechini – messe in condivisione con le più varie e altrettanto importanti di tutti gli altri soggetti già attivi per l’inserimento degli 11 giovani di categorie svantaggiate, serviranno a potenziare gli effetti che vogliamo mettere a servizio del territorio, anche nella ricerca e nell’attenzione verso aziende agricole sensibili alle tematiche di agricoltura sociale”.

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