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“Il luogo dell’abbandono”, ultimi giorni per la mostra fotografica di Arrighi foto

L'artista: "La mia vera passione è il ritratto, la rappresentazione della figura umana nella sua semplicità e naturalezza"

Sarà visitabile fino a domani (15 maggio) la mostra intitolata Il luogo dell’abbandono.

Questa esposizione fotografica che trovato nella Villa Reale di Marlia un luogo particolarmente valorizzante, è curata dall’artista Simone Arrighi che afferma: “Sono affascinato dalla ritrattistica declinata nella soggettività del fermo immagine cinematografico. La mia vera passione è il ritratto, la rappresentazione della figura umana nella sua semplicità e naturalezza. Mi sono specializzato nel ritratto cinematografico collaborando con diverse realtà del panorama artistico romano ed ho avuto l’opportunità di lavorare con giovani e talentuosi attori come Giulia Lippi e Lorenzo Balducci e con personaggi dello spettacolo come Michele Cucuzza e il noto casting director Pino Pellegrino”.

 

Inizia fotografando i compagni di corso mentre studia recitazione, collaborando in seguito con artisti del calibro di Asia Argento di cui ha curato il videoclip della canzone La vie est belle del gruppo francese Indochine,  prodotto dal regista Gabriele Mainetti.

La fotografia dunque è per lui il mezzo grazie al quale riesce ad esprimere al meglio il suo talento.

 

La location dalla quale Simone ha preso ispirazione per dar vita a questo interessante labirinto di immagini, è Villa Puccinelli  a Capranica,  ricca di suggestioni che ha suggerito ad Arrighi  quello che sarebbe stato il filo conduttore di questo progetto : “L’abbandono sia come dimensione interiore che contestuale mi inquieta e mi attira al tempo stesso – spiega -.  La villa che è diventata set fotografico di questa mostra mi restituiva degli input ambientali e d’atmosfera degne del primo Dario Argento, da sempre  uno dei miei registi preferiti.  Occhiali, vetri rotti, vestiti, affreschi e arredi dismessi: ogni elemento all’interno di quello spazio ha rappresentato per me un forte stimolo creativo.

 

Veronica Bernardini

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