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Uffizi diffusi, la replica di Andreuccetti: “L’obiettivo è restituire centralità culturale a palazzo Ducale”

Il consigliere provinciale risponde al movimento Per Lucca e i suoi paesi: "Benefici si estenderanno anche agli altri musei della città"

Il consigliere provinciale con delega alla valorizzazione di palazzo Ducale Patrizio Andreuccetti ha risposto al movimento Per Lucca e i suoi paesi in merito alla proposta del presidente della Provincia Luca Menesini di accogliere gli ‘Uffizi diffusi’ nella sede dell’ente.

“Dispiace davvero leggere interventi come quello di Per Lucca e i suoi paesi che si oppone alla proposta di candidatura di Palazzo Ducale quale una delle sedi della lungimirante iniziativa degli Uffizi diffusi in Toscana lanciata dal direttore Eike Schmidt – spiega Andreuccetti -. Dispiace perché dimostra poca apertura mentale; al tempo stesso rimango sorpreso che non si faccia alcun riferimento al difficile periodo che stiamo vivendo con l’emergenza sanitaria causata dal Covid che ha letteralmente azzerato i settori del turismo, dei beni culturali e degli eventi in generale che sono tra i principali motori trainanti dell’economia italiana. Dobbiamo guardare al futuro con raziocinio e speranza, non arroccarci su posizioni anacronistiche che, di questi tempi, non hanno più ragione di esistere”.

“Intanto non c’è alcuna volontà di far diventare Palazzo Ducale una mera succursale della Galleria degli Uffizi. Non è proprio nella volontà del suo direttore che, invece, propone decine e decine di sedi espositive sparse per la Toscana per dare modo ai visitatori di ammirare opere d’arte mai viste – va avanti Andreuccetti -. Per Lucca e i suoi paesi che parla di ‘leggerezza’ e di ‘proposta antitetica’ sa già in anteprima quali saranno esposte le opere conservate nei depositi degli Uffizi? Perché dalle argomentazioni storiche che adduce sembra di sì. Credo che ai cittadini, ai visitatori, a chi ama la cultura e va (andava) per musei e mostre, le guerre di potere di duchi e principi, granduchi e famiglie nobiliari toscane del passato, interessino il giusto. O se Lucca e Firenze sono state avversarie e acerrime concorrenti per avere la supremazia del mercato della seta nei secoli passati”.

La proposta ha tutt’altro obiettivo: quello di ridare centralità culturale al Palazzo pubblico con la storia più importante di Lucca che possiede gli spazi adatti per ospitare alcune opere – prosegue Andreuccetti -. E non è un caso che la proposta di Schmidt, che non mi sembra affatto uno sprovveduto, riguardi tutta la Toscana e che ci siano sindaci e altri amministratori, rappresentanti di spazi museali e proprietari di ville storiche che si stanno proponendo per aderire a quella che è veramente un’operazione culturale ammirevole. Altro che posizioni ideologiche che sono superate dalla storia o volontà di fare di Palazzo Ducale un museo mediceo”.

“Lucca, se posso fare un parallelo, ospita dal 1998 in centro storico i concerti rock, pop e jazz del ‘Lucca Summer Festival’ che, crescendo nel tempo, sappiamo bene quanto hanno dato alla città in termini di visibilità, ritorno d’immagine ed economico – va avanti ancora il consigliere provinciale -. Ecco: secondo il ragionamento della Lista civica, nulla di questo sarebbe potuto accadere perché Lucca ha una tradizione musicale diversa, che ha dato i natali a compositori quali Geminiani, Boccherini e Puccini. Ma Lucca e il suo territorio hanno saputo far coesistere le due anime. E gli appuntamenti di musica classica si svolgono parallelamente così come i concerti rock in città e sugli spalti delle mura. Questa è la capacità di fare cultura diffusa”.

“Noi abbiamo in mente un’idea espositiva che non solo si sposa artisticamente con la storia di Palazzo Ducale – conclude Andreuccetti – ma siamo anche convinti, come Provincia, che se andrà in porto la proposta, i benefici si estenderanno anche alle altre strutture museali della città, perché Lucca e il suo territorio possiedono patrimoni e opere d’arte di inestimabile valore che hanno bisogno di essere valorizzati e fatti conoscere al grande pubblico che, ci auguriamo, prima o poi tornerà a visitare le città d’arte della nostra amatissima Toscana”.

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