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Uniti per la Manifattura insiste: “Sul progetto vogliamo che la città dica la sua”

Il comitato incalza dopo l'affondo dell'opposizione: "La Fondazione Crl non può dettare legge"

Le vicende che ruotano intorno alla riqualificazione della Manifattura tabacchi di Lucca, si compongono di nuovi tasselli, l’ultimo in ordine cronologico riguarda le considerazioni fatte da parte di alcune delle forze di opposizione in Consiglio comunale, che riferendosi alla relazione tecnica allegata al project financing hanno prodotto nuove critiche nei confronti del progetto e dell’amministrazione comunale.

“Negli spazi interni della struttura – sostengono da Uniti per la Manifattura -, il progetto presentato dalla parte privata Coima, prevede la realizzazione di molti negozi su una superficie di 4.000 metri quadri, tanto che c’è chi parla già di centro commerciale all’interno delle mura. Riconfermata anche la passerella di collegamento tra la Manifattura e mura urbane e la realizzazione di un mega appartamento di lusso“.

Per dire di no “con assoluta fermezza alla privatizzazione” e per denunciare “la mancanza di trasparenza dell’amministrazione comunale”, Uniti per la Manifatttura assieme a molte sigle e comitati, si sono riuniti stamani (17 aprile), in piazza san Michele.

“In seguito alle ultime scoperte, siamo tornati in piazza a dire no alla privatizzazione della Manifattura e si alla partecipazione dei cittadini al progetto di recupero – dice Gemma Urbani di Salviamo la Manifattura –. Abbiamo protocollato una richiesta di partecipazione secondo la normativa regionale vigente, perché secondo noi si è creato un vuoto di attenzione democratica. Abbiamo preparato dei quesiti all’amministrazione, con domande anche tecniche e sulla parte finanziaria del progetto. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta e siamo stati trattati dal sindaco come un ‘polverone’. Parole più contraddittorie non esistono, se si osservano le promesse elettorali presentate al momento dell’insediamento del sindaco Tambellini”.

Sono molte le associazioni a sostenere i punti presentati da “Uniti per la Manifattura”.
“Il punto importante è la richiesta di un percorso partecipativo presentato – dice Michele Urbano di Legambiente – Ci siamo accorti che chi governa città o regioni, ha molte difficoltà a concedere la partecipazione della cittadinanza ai progetti. La Manifattura è un contenitore che deve essere condiviso con la cittadinanza, ci è stato chiesto di partecipare dopo, quando avranno in mano il progetto esecutivo. Ma non è questo il modo di chiedere la partecipazione dei cittadini, noi chiediamo di parlare prima del progetto, non quando tutto è deciso”.

“E’ un momento importante – dichiara Giorgio Lazzerini di Salviamo la Manifattura – in cui c’è bisogno della partecipazione di tutti, senza alcune divisione o ideologia politica. Dobbiamo dire no al comportamento autoritario dell’amministrazione, che più volte è stato evidenziato anche in altre circostanze, come per i ‘Quartieri social’, le piste ciclabili e l’abbattimento di alberi con la scusa che sono malati. La Fondazione cassa di risparmio di Lucca non può sostituirsi ad un organo democratico e l’amministrazione comunale avrebbe dovuto interpellare i cittadini. Si stanno vendendo i parcheggi e la Fondazione sta drenando risorse alla città”.

Presente stamani anche la rappresentante del comitato Vivere il centro storico, Gianna Traverso Coli: “Dal primo consiglio fatto sulla Manifattura tabacchi sono passati quasi due anni e siamo sempre alla modifica dei progetti. Mi faccio alcune domande, perché l’amministrazione ha bisogno di prendersi carico della vendita di questa struttura? Perché non investire 20 milioni che stanno arrivando, per la sua riqualifica? Si stanno spendendo 2 milioni per le ringhiere sulle mura, parlando di sicurezza quando da li sono caduti solo due bambini e la responsabilità è dei genitori e non certo delle nostre mura”.

“Consideriamo sbagliate le valutazioni fatte dall’amministrazione – dice Umberto Franchi componente de sindacato Altracosa, della Cgil di Lucca Non si può parlare di parcheggi in vendita e poi di partecipazione cittadina. La Manifattura tabacchi di Lucca è simbolo di cultura del movimento operaio lucchese. Occorre mantenere viva la memoria di quei luoghi, ad esempio realizzando un museo dedicato, come in molte altre città è stato fatto”.

Interviene anche Paolo Jacopi del comitato san Concordio: “Vorrei porre l’attenzione su ciò che è accaduto nei progetti dedicati ai quartieri, perché le cose successe a san Concordio sono molto simili. E’ stato approvato un progetto impattante che prevede la realizzazione di una piazza coperta grande quanto un campo da calcio, totalmente in cemento e alta 16 metri. Il tutto è avvenuto contro il parere e senza chiedere la partecipazione degli abitanti del quartiere, con un progetto calato dall’alto, senza passare dal Consiglio comunale”.

“Voglio solo dire che nel 2008 i parcheggi sono stati acquistati dai privati e dati in gestione a Metro, con una spesa di 6 milioni e mandato del sindaco – dichiara Alessandro Ghianda di Salviamo la Manifattura – Oggi, dopo 12 anni gli stessi parcheggi vengono regalati di nuovo ai privati per realizzare il project di Manifattura”.

“In contrasto con quanto avviene in altre città europee, in cui si punta su progetti green e culturali, noi pensiamo a creare negozi e fondi commerciali – dice Oriana Rispoli, componente di molte associazioni che si occupano della Manifattura – Tutta la memoria storica presente negli edifici della Manifattura viene tralasciata e in quarant’anni si perderà per sempre. Noi chiediamo un confronto tra i cittadini e il sindaco, per adesso nessuno è riuscito ad avere questo dialogo e ad oggi non è più rimandabile”.

Conclude gli interventi Virginio Bertini di Uniti per la Manifattura: “Questa è un’iniziativa scollegata da qualunque forza politica, siamo autonomi, cittadini e politica hanno un ruolo diverso. La negazione di un processo partecipativo è una tendenza verso una forma di governo quasi oligarchico. In Consiglio comunale il sindaco non è stato trasparente, si può dire di tutto, ma se esiste un progetto protocollato, non è possibile negare l’evidenza, a seguito di ciò si auspicherebbero le sue immediate dimissioni. L’amministrazione vuole privatizzare e vendere la Manifattura, senza ascoltare la città”.

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